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Tumori pediatrici: quante cose possono dirci gli occhi dei bambini

Tumori pediatrici: quello che i bambini non dicono

Pubblicato il: 18 Aprile, 2015  Visualizzazioni: 4

Tumori pediatrici: quante cose possono dirci gli occhi dei bambini

Tumori pediatrici: quello che i bambini non dicono

A volte, la macchina perfetta che è l’uomo si inceppa e, per ragioni a noi in parte sconosciute, alcune cellule iniziano a riprodursi e a moltiplicarsi senza controllo. Potremmo definirle “impazzite“, cellule cioè che non hanno le caratteristiche e le funzioni delle cellule normali, ma aumentano esponenzialmente di numero all’interno di uno o più organi/apparati fino a formare il tumore.

Tumori pediatrici: cellule “impazzite”

 

Ciò che fa “impazzire” le cellule del nostro organismo e ciò che le rende capaci di moltiplicarsi senza controllo, nella maggior parte dei tumori non è noto. Quello che attualmente si sa, è che il tumore si forma per un’improvvisa perdita dei meccanismi di controllo della moltiplicazione cellulare.

Tumori pediatrici: cosa possono dirci gli occhi dei bambini

Quante cose possono dirci gli occhi dei bambini, alcuni ricercatori hanno scoperto che possono essere lo specchio di insospettate malattie. Il professor Bryan Shaw della Baylor University ha pubblicato su PLoS ONE la storia della sua scoperta che promette di salvare con grande semplicità la vista e la vita di migliaia di bambini : l’importanza del cosiddetto riflesso rosso, cioè la colorazione della pupilla dilatata dopo stimolazione luminosa per la verifica di eventuali patologie oculari.

Tumori pediatrici: quello che i bambini non dicono

L’esperienza dell’ospedalizzazione determina una condizione di profonda crisi, un momento traumatico sia a livello fisico, perché comporta limitazioni, sofferenze e disagi, sia a livello psicologico, perché interrompe l’abituale ritmo di vita, scatenando una miriade di reazioni emozionali negative. L’esperienza della malattia, il distacco dalla propria casa e dalle proprie abitudini, l’affrontare cure a volte dolorose e il relazionarsi con i genitori, trova una valvola di sfogo nel gioco. Il valore terapeutico del gioco nella cura del bambino in Ospedale, è un’elemento fondamentale del processo di cura: è ormai largamente dimostrato come la creatività e il gioco sono mezzi attraverso i quali è possibile strutturare un rapporto con il mondo esterno, esprimere e comunicare sentimenti, controllare situazioni, rovesciare i ruoli, esprimere l’aggressività, rimettere in scena in maniera attiva ciò che si è dovuto sperimentare passivamente.

 


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