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Festa della donna: 8 marzo 2015, contro violenza e femminicidi

L'8 marzo è la festa della donna, oggi più che mai per urlare contro la violenza

Pubblicato il: 25 Febbraio, 2015  Visualizzazioni: 4

Festa della donna: 8 marzo 2015, contro violenza e femminicidi

L'8 marzo è la festa della donna, oggi più che mai per urlare contro la violenza

La festa della donna, chiamata anche Giornata Internazionale della Donna, si festeggia l’8 marzo di ogni anno. La ricorrenza simboleggia le conquiste sociali, poliche ed economiche delle donne, ma oggi serve soprattutto a ricordare le violenze, le barbarie, i femminicidi che negli ultimi anni, giornalmente succedono, da parte di uomini che si sentono potenti e forti nei confronti di chi è più debole di loro.

L’origine della festa della donna

La festa della donna, nasce in America nel 1909 ed arriva in Europa solo nel 1911. Si narra che sia stata fondata a causa della morte di alcune operaie morte all’interno di una fabbrica di New York, ma in realtà si tratta di una ricorrenza voluta fortemente dal Partito Socialista Americano che nel 1909 organizzò una manifestazione a favore dei diritti delle donne.

La festa delle donne per urlare contro violenza e femminicidio

Oggi più che mai invece, oltre che tutelare i diritti, serve ad urlare la rabbia contro le barbarie, le assurde violenze e i numerosi femminicidi operati da uomini orchi, che approfittando delle debolezze femminili, fanno la parte degli ‘esseri superiori’ ma in realtà sono molto più deboli delle donne stesse. In Italia, non c’è giorno che non si raccontano cronache di violenze contro le donne: ragazze violentate, mamme uccise o misteriosamente scomparse, ingiustizie di ogni genere a danno del ‘sesso debole’, ma in realtà il vero sesso debole sono quegli uomini che non sono neanche degni di essere chiamati tali.

Il rispetto della femminilità

L’8 marzo vuole anche sottolineare il rispetto della femminilità, quel rispetto che si è perduto e che forse non c’è mai stato. Quando una mamma viene barbaramente uccisa, come è successo ultimamente molte volte in Italia, viene uccisa l’onorabilità dell’uomo, perché una mamma che muore ammazzata, chiunque essa sia, equivale alla sconfitta della vita, alla sconfitta dell’essere umano.

 


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