GRAVIDANZA LAVORO

Congedo di maternità obbligatorio

Il congedo di maternità per le donne in stato di gravidanza, è obbligatorio, vediamo i dettagli

Pubblicato il: 06 Marzo, 2015  Visualizzazioni: 3

Congedo di maternità obbligatorio

Il congedo di maternità per le donne in stato di gravidanza, è obbligatorio, vediamo i dettagli

Il congedo di maternità obbligatorio, è un periodo di tempo nel quale la lavoratrice dipendente in stato di gravidanza, ha l’obbligo di astenersi dal lavoro. Ogni datore di lavoro, deve garantire alla gestante un periodo pre e post parto, necessario anche per eseguire i relativi controlli medici, anche se la lavoratrice non lo richiede espressamente, si tratta di una posizione lavorativa, obbligatoria ala quale nessuna delle parti può rinunciare.

Congedo di maternità obbligatorio: le modalità di richiesta

Nel periodo antecedente il mese di marzo 2000, l’astensione al lavoro pre e post parto, doveva essere fruita in cinque mesi, almeno due mesi prima del parto e fino a tre mesi dopo. Dopo il marzo del 2000 invece, è possibile scegliere tra due distinte e separate opzioni:

1. La prima è rimasta invariata e cioè: 2 mesi prima e 3 mesi dopo;

2. La seconda invece, è più flessibile e se richiesto può decorrere un mese prima e protrarsi fino a quattro mesi dopo il parto. Nel secondo caso, è possibile lavorare fino all’ottavo mese e prolungare un mese in più dopo la nascita del bambino.

Il tutto, salvo eventuali complicazioni di carattere clinico, che potrebbero far prolungare il periodo, previa presentazione di certificato medico.

Congedo di maternità obbligatorio: come e quando presentare istanza

La lavoratrice dipendente, prima dell’inizio del congedo di maternità obbligatorio e comunque non oltre il settimo mese di gestazione, ha l’obbligo di presentare la prescritta istanza al datore di lavoro e alla sede Inps di competenza territoriale. Alla domanda, è necessario allegare un certificato medico rilasciato da uno specialista, nel quale risulta il mese di gestazione e la data presunta del parto. Dopo la nascita del bambino, la lavoratrice ha l’obbligo di trasmettere al datore di lavoro ed alla sede Inps, il certificato di nascita, rilasciato dalla struttura ospedaliera o in alternativa la dichiarazione sostitutiva ai sensi dell’art. 46 del Dpr 445/2000 (autocertificazione).

La presentazione delle istanze relative al ‘familiare a carico’

La neo mamma, deve inoltre segnalare con istanza separata, presso l’Ufficio del Personale la nascita del figlio per poter usufruire delle detrazioni per ‘figlio a carico’ e i relativi assegni familiari previsti dalla normativa in vigore. Tali istanze, vanno aggiornate annualmente, per comunicare eventuali variazioni avvenute nel corso degli ultimi dodici mesi. Ricordiamo che gli assegni familiari e le detrazioni fiscali, spettano solo ed esclusivamente, se non sono già fruite dal coniuge lavoratore.


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