GRAVIDANZA

Esami in gravidanza: prenatali, amniocentesi e villocentesi

In gravidanza gli esami di controllo sono fondamentali, ecco quali sono le indispensabili

Pubblicato il: 23 Febbraio, 2015  Visualizzazioni: 5

Esami in gravidanza: prenatali, amniocentesi e villocentesi

In gravidanza gli esami di controllo sono fondamentali, ecco quali sono le indispensabili

La gravidanza è senza dubbio, un dei periodo in cui la donna è fortemente in tensione ed è sottoposta a forte stress emotivo nonché ansioso. Gli esami in gravidanza sono fattori molto importanti, vediamo nelle specifico i due principali accertamenti che si possono eseguire per escludere particolari problemi patologici del feto: l’amniocentesi e la villocentesi.

Esami in gravidanza: gli accertamenti consigliati

L’amniocentesi e la villocentesi, sono accertamenti prenatali, da effettuare al fine di individuare anomalie cromosomiche (la più comune la sindrome di Down), nello specifico analizzano il numero e la forma dei cromosomi del feto, i rischi di anomalie cromosomiche aumentano con la maggiore età della donna. Infatti, secondo le indicazioni del Ministero della Salute, la futura mamma con più di 35 anni può sottoporsi gratuitamente a villocentesi o amniocentesi. Attualmente, prima di ricorrere ai suddetti esami, alquanto invasivi,  sono disponibili accertamenti, che senza alcun rischio per mamma e feto, possono dare informazioni attendibili sulla probabilità dell’insorgenza di patologie.

Esami in gravidanza, i test alternativi

In assenza di eventi specifici nella storia medica (come malattie ereditarie o precedenti figli affetti da anomalie cromosomiche), l’esito di test di screening come ad esempio il duo test, può essere determinante per evirare esami invasivi ad un elevato numero di donne. I test di screening, ossia gli esami prenatali non invasivi, consentono di valutare la probabilità che il feto sia affetto da un’anomalia cromosomica, calcolando la probabilità del rischio.

Tra gli esami in gravidanza, il più utilizzato è il test combinato

Uno degli esami maggiormente effettuati è il test combinato, che va effettuato tra la 11° e 13° settimana ed è composto da due distinti esami: l’ecografia della translucenza nucale (la misurazione della plica nucale del bambino per via ecografica) e un’analisi del sangue materno, chiamato duo-test o bi-test. Questo test combinato consente di avere una stima del rischio che il futuro nascituro sia affetto da anomalie cromosomiche, ricordiamo che la più frequente anomalia è la trisomia 21 o Sindrome di Down.


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