GRAVIDANZA

Amniocentesi quando farla e i motivi che spiegano il perché

L'amniocentesi è un esame pericoloso, ma molto utile per escludere eventuali patologie

Pubblicato il: 17 Aprile, 2015  Visualizzazioni: 8

Amniocentesi quando farla e i motivi che spiegano il perché

L'amniocentesi è un esame pericoloso, ma molto utile per escludere eventuali patologie

L’amniocentesi è un esame che viene effettuato nelle donne in stato di gravidanza e consiste nel prelievo di liquido amniotico, presente all’interno dell’utero. Questo esame permette di eseguire una diagnosi prenatale, che mira ad individuare eventuali problematiche di carattere cromosomico, in poche parole, serve ad individuare la cosiddetta Sindrome di Down. In questo articolo, mireremo a spiegare in maniera dettagliata l’amniocentesi quando farla e i motivi per i quali di deve effettuare.

Amniocentesi quando farla e quando viene raccomandata

Solitamente l’amniocentesi è un esame che viene raccomandato alle donne che hanno superato il trentacinquesimo anno di età, perché in questi casi, aumentano le possibilità di trisomia 21. Il motivo per raccomandare l’amniocentesi non è solo questo, ma anche in presenza di casi ereditari, di famiglie che hanno già avuto precedenti sindromi di Down. Le donne solitamente sono un po scettiche ad accettare l’esecuzione di questo esame, ma se il medico lo prescrive, bisogna comunque eseguirlo, perché evidentemente ci sono delle ragioni cliniche che lo richiedono. L’amniocentesi viene praticata a partire dalla sedicesima settimana di gestazione, ma può essere prescritta anche più tardi, oltre la ventesima in caso di gravidanza a rischio.

Amniocentesi quando farla e come si svolge

La prima cosa da fare è eseguire un’ecografia per scongiurare eventuali anomalie presenti sul feto e si verificano anche altri fattori come: attività cardiaca, pareti dell’utero ed estensione della placenta. L’esame consiste nell’inserire un ago all’interno dell’utero e prelevare un campione di liquido amniotico. Nel momento del prelievo, si deve seguire tramite ecografia, la posizione del feto ed il punto prescelto per l’inserimento dell’ago, deve essere lontano dalla placenta e dalla testa del feto, per non comprometterne la vita. Successivamente si procede all’aspirazione di circa 15 – 20 ml di liquido amniotico, il quale verrà esaminato per controllare il giusto equilibrio cromosomico. L’esame dura circa trenta minuti e alla fine del trattamento, la neo mamma deve osservare due giorni di assoluto riposo a letto, per non compromettere la gravidanza.

Quali sono i rischi?

L’amniocentesi comporta un rischio di aborto pari al 0,5 – 1%, praticamente succede un aborto ogni 200 esami eseguiti, una percentuale molto bassa, ma non da escludere. Per cercare di evitare al massimo la possibilità di rischio, si consiglia di eseguire l’esame in strutture ospedaliere autorizzate ed affidarsi alle cure di uno specialista di comprovata esperienza professionale.


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