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Fecondazione assistita: ecco come avviene

La fecondazione assistita è una valida alternativa alle coppie che non riescono ad avere figli

Pubblicato il: 24 Marzo, 2015  Visualizzazioni: 2

Fecondazione assistita: ecco come avviene

La fecondazione assistita è una valida alternativa alle coppie che non riescono ad avere figli

La fecondazione assistita è una procedura che può essere attivata in presenza di una coppia che non riesce a procreare. Solitamente prima di arrivare a questo tipo di procreazione, la coppia deve aver avuto negli ultimi due anni, rapporti senza protezione con conseguenti esiti negativi. La fecondazione assistita, comporta una serie di controlli preliminari che vengono eseguiti sui soggetti, uno fra tutti, l’analisi dettagliata della situazione ormonale. In questo articolo esporremo nel dettaglio come avviene la fecondazione medicalmente assistita.

La fecondazione assistita: indagini e percorso

Come già accennato in precedenza, la prima cosa da fare, è l’analisi della situazione ormonale della coppia, che renderà possibile valutare il livello degli ormoni presenti nel sangue dei soggetti. Per la donna vengono eseguiti: pap-test, ecografia e tampone vaginale, per l’uomo invece vengono fatti: spermiogramma e spermiocultura. A seconda dei risultati delle analisi, i medici devono decidere su come procedere, infatti da questi risultati, viene fuori se è il caso di ricorrere alla Pma (Procreazione Medica Assistita) e n che modo procedere. E’ bene precisare che la fecondazione assistita è composta da tre livelli esecutivi ed in base alle esigenze cliniche di ogni singolo caso, viene scelto il livello da adottare.

Fecondazione assistita: i livelli di procedura

fertilizzazione

Fertilizzazione

Il primo livello è l’inseminazione semplice il quale consiste nell’inserimento del liquido seminale all’interno della cavità uterina che può essere fresco o precedentemente prodotto e scongelato. Il secondo livello è più invasivo e viene denominato ‘Fivet‘ (fertilizzazione in vitro con trasferimento degli embrioni), questa procedura si attua per i casi di infertilità più grave. Il terzo livello si chiama ‘Icsi‘ (Intracytoplasmaticsperm injection), con questa procedura, si provvede ad inserire ogni singolo spermatozoo tramite micropipetta nell’ovocita. Nei dodici giorni successivi, la donna che si è sottoposta a Pma deve eseguire un dosaggio ormonale per avere conferma dell’inizio della gravidanza. Se l’esito è positivo, dopo 6 – 7 settimane avviene la prima ecografia e se non esistono complicazioni particolari, può farsi seguire tranquillamente dal ginecologo di fiducia.

Fecondazione assistita: dove eseguirla

In Italia esistono ben 358 centri dove viene eseguita la Pma, dislocati sul tutto il territorio nazionale, di cui 135 sono convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale. L’elenco completo di tutti i centri è presente sul sito del ‘Iss’ nel Registro Nazionale di Procreazione Medicalmente Assistita ai quali ognuno si può rivolgere, in relazione alla posizione geografica di competenza territoriale. Si consiglia però di consultare prima il proprio medico di fiducia, il quale potrà dare indicazioni più precise a livello clinico e psicologico.


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