venerdì , 24 novembre 2017
Gravidanza a 20 e 30 anni: vantaggi e svantaggi
Gravidanza a 20 e 30 anni

Gravidanza a 20 e 30 anni: vantaggi e svantaggi

Gravidanza a 20 e 30 anni: svantaggi dei 30 anni

La gravidanza è un fatto del tutto personale ed ogni donna dovrebbe sentirsi libera di decidere quando mettere al mondo un figlio, disse Frédérick Leboyer, ginecologo francese considerato il precursore del metodo del cosiddetto parto dolce.

Gravidanza a 20 e 30 anni: come si affronta a 20 anni.

A 20 anni l’attesa di un bambino viene affrontata con meno paure, e nel pieno delle forze, A 20 anni l’attesa di un bebè viene affrontata in genere con una certa incoscienza, inconsapevoli dei cambiamenti che l’arrivo di un bambino porterà nella propria vita: un atteggiamento che può essere positivo, poiché consente di vivere i nove mesi con più gioia e spensieratezza, senza farsi assillare da ansie eccessive.D’altro canto, la donna si trova a diventare mamma in un’età in cui si sente ancora figlia, e questo potrebbe disorientarla e farla sentire impreparata ad assumersi le responsabilità che una maternità comporta.

Gravidanza a 20 e 30 anni: come si affronta a 30 anni, scelta ragionata.

A 30 anni di solito la scelta è stata ben calibrata, tra le esigenze professionali e il desiderio di realizzarsi come mamma. Proprio perché è stata una scelta ragionata, la donna vorrebbe che tutto fosse perfetto e questo la può portare a caricare di ansie eccessive l’evento della maternità. In più, possono aggiungersi timori per gli scombussolamenti che un bebè porterà inevitabilmente nella vita quotidiana, finora così ‘organizzata’ e libera da condizionamenti.

Gravidanza a 20 e 30 anni: poco tempo a disposizione.

In Italia rappresenta la normalità: la gravidanza a 30 anni è quella più comune. Infatti, nonostante stia aumentando il numero delle mamme over 40, la fascia di età in cui normalmente una donna ha un figlio è proprio quella compresa fra i 30 e i 40 anni. Una gravidanza a 30 anni è più “di corsa”: il tempo da dedicare ai figli, molte volte, è poco. La carriera, infatti, impegna molto e sottrae, oltre alle energie, anche ore.

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